XIV Congresso Nazionale SIEF - Conclusioni
CONCLUSIONI
G. Lombisani - Presidente del Congresso
Chiudere una giornata come questa dispiace sempre.
A mio parere in questo Congresso sono emersi una serie di elementi, alcuni negativi altri no.
Inizio nell’elencarvi quelli negativi.
Oggi mi aspettavo una massiccia partecipazione, ma come succede ormai da tanto, vi è uno scarso interesse da parte degli insegnanti di educazione fisica, che pur essendo stati informati ed avendo avuto l’esonero dalle lezioni, oggi non hanno neppure sentito il dovere di venire a sentire, a discutere e perché no a confrontarsi in questo Congresso, dedicato a un argomento così importante.
Un altro elemento negativo è l’assenza delle istituzioni ai nostri Congressi, mi riferisco a tutte quelle figure come politici, amministratori, dirigenti scolastici ecc.
Sono loro per primi che dovrebbero essere presenti a questi eventi, per conoscere e poi decidere se sono utili o meno, se servono oppure no, e, se servono, allora fare le leggi per promuovere queste cose e destinare così i finanziamenti necessari per arredare le palestre scolastiche di tutti gli attrezzi, per il bene di tutta la società.
Oggi le palestre scolastiche purtroppo sono state svuotate dei grandi attrezzi (quadro svedese, pertiche, funi, scale orizzontali ecc) per fare spazio alle varie attività sportive scolastiche ed extrascolastiche.
Là dove qualche attrezzo è presente, spesso è tenuto in uno stato di manutenzione e di sicurezza tale da non poter essere utilizzato.
Tutto ciò non fa altro che disonorare l’importanza dei grandi attrezzi e di tutta l’educazione fisica.
E noi sappiamo bene invece, e l’abbiamo visto oggi, quanto essa sia importante perché non c’è attività motoria, sport o altro che possa coprire il campo d’azione coperto dall’educazione fisica, basta conoscerla, studiarla, saperla e poterla insegnare.
Il caos che c’è nelle scuole riguardo all’utilizzo, all’importanza, all’utilità, alla terminologia e alle conoscenze dei grandi attrezzi e di tutta l’educazione fisica regna sovrano.
Si fa e si dice di tutto e di più, e purtroppo chi ne paga le conseguenze, se gli attrezzi non sono utilizzati, sono per primi i nostri bambini e i nostri ragazzi, poi la gente comune che perde così delle importanti opportunità e soprattutto tutti quei benefici che da essi avrebbe potuto trarre.
E se questo succede nelle scuole dove almeno, di fatto, l’educazione fisica è materia obbligatoria per tutti, immaginiamoci cosa succede invece nella nostra società moderna.
Gli attrezzi e il loro utilizzo, per quello che abbiamo visto, non sono nemmeno studiati nelle università.
E allora che futuro avranno i grandi attrezzi?
Ma da questo Congresso, come dicevo, emergono e vanno sottolineati anche degli elementi positivi, tra i quali il più importante è il livello delle relazioni che abbiamo potuto ascoltare ed i meravigliosi filmati che abbiamo potuto vedere in questa giornata: in essi, partendo dalla storia, dal ruolo dei grandi attrezzi nell’ambito educativo, dalla loro presenza nelle palestre scolastiche e di tutte le problematiche che li riguardano, si sono rese evidenti le potenzialità, ciò che si potrebbe fare con questi attrezzi ed in particolare con il quadro svedese.
Tutto ciò a dimostrazione di quanto la nostra materia sia ancora un meraviglioso libro aperto, tutto da leggere.
E per questo ringrazio ancora tutti i relatori che in questa giornata si sono susseguiti.
Con questo Congresso si è dimostrato che gli attrezzi dell’educazione fisica sono degli strumenti unici e di grande valore educativo, indispensabili per fare una vera educazione fisica.
La SIEF con i lavori di oggi ha dimostrato ancora una volta che la nostra materia in questa società attuale è una necessità, e soprattutto ha raggiunto una maturità e un’affidabilità che la rendono ormai attendibile agli occhi di tutti.
Termino rivolgendomi a tutti i miei colleghi.
V’invito a tirare fuori l’orgoglio, quello che forse manca oggi nella nostra categoria, l’orgoglio per la nostra storia, per la nostra materia, per quello che siamo e per il lavoro che facciamo.
Dobbiamo essere tutti consapevoli che la nostra materia è unica e insostituibile, non va svenduta né contrabbandata con altre attività più o meno alla moda.
Dobbiamo difendere a denti stretti e con coraggio la nostra dignità, senza accettare compromessi.
Gli attrezzi e tutta l’educazione fisica nelle scuole e non solo, deve essere svolta e bene, altrimenti c’è il rischio di fare dei danni invece che benefici.
La situazione attuale in cui versa l’educazione fisica non è delle migliori, bisogna uscire da queste sabbie mobili, in cui si trova la nostra materia, perché c’è ancora un grande spazio per essa.
Bisogna però fare molto presto ed oggi è possibile.
Esiste la SIEF, società scientifica della materia, sulla quale possiamo contare per difendere e promuovere in ogni dove la nostra materia.
Bisogna però che questa diventi ancora più forte e per fare questo occorre l’aiuto di tutti, e sicuramente non siamo pochi quelli che teniamo alle sorti dell’educazione fisica.
Bisogna fare tutti insieme qualcosa in più, per ridare cosi alla nostra materia il posto che si merita, soprattutto perché è a beneficio della gente.
Spero che i lavori di questa giornata siano stati utili, interessanti e che soprattutto abbiano contribuito a sensibilizzare ed a creare consapevolezza riguardo all’importanza ed alla grandezza della ginnastica all’interno dell’educazione fisica moderna.
Con questo dichiaro chiusi i lavori di questo XIV Congresso Nazionale SIEF, dandovi l’appuntamento per il Congresso del prossimo anno.